Biennale di Flamenco

Ultimi giorni della Biennale 2026: cosa vedere dal 28 settembre al 3 ottobre

Ultimi giorni della Biennale 2026: cosa vedere dal 28 settembre al 3 ottobre

La XXIV Biennale di Flamenco di Siviglia entra nella sua fase finale. Da lunedì 28 settembre a sabato 3 ottobre 2026 restano sei giornate e 11 spettacoli ufficiali per chiudere un’edizione iniziata il 9 settembre e che per quasi un mese ha portato cante, baile, chitarra, prime e Noches Únicas su alcuni dei principali palcoscenici della città.

Il tratto finale non abbassa il livello. Si apre con Farruquito al Teatro de la Maestranza, prosegue con David Coria, Sara Jiménez, Mayte Martín, Capullo de Jerez, José de los Camarones, Marina Heredia insieme alla Real Orquesta Sinfónica de Sevilla, Los Parrilla, Alfonso Losa, Sandra Carrasco e David de Arahal, e culmina sabato 3 ottobre con Carmen Linares e la celebrazione del 30º anniversario di Antología de la Mujer en el Cante.

A differenza di altre settimane della Biennale, qui il calendario è un po’ più semplice: nella maggior parte dei giorni c’è uno spettacolo alle 20:00 e un altro alle 22:30. Questo permette di pensare a doppie serate, anche se è meglio non darle per certe senza conoscere la durata di ogni spettacolo. Questa guida ordina tutta la programmazione dal 28 settembre al 3 ottobre e ti aiuta a decidere cosa vedere a seconda che tu cerchi grandi nomi, cante, baile, memoria flamenca o creazione contemporanea.

28 SET
3 OTT

ultimi giorni della Biennale 2026

6 giornate · 11 spettacoli ufficiali

Maestranza · Lope de Vega · Central · Alameda

Baile · cante · memoria · prime · Noches Únicas

Chiusura: Carmen Linares · 3 ottobre

Risposta rapida: il lunedì 28 inizia con Farruquito al Maestranza e termina con un omaggio a Manuel Vallejo all’Alameda; il martedì 29 contrappone il grande linguaggio coreografico di David Coria alla prima di Sara Jiménez; il mercoledì 30 offre una delle giornate più forti per il cante, con Mayte Martín e l’incontro tra Capullo de Jerez e José de los Camarones; il giovedì 1 riunisce il progetto sinfonico di Marina Heredia e la memoria familiare dei Los Parrilla; il venerdì 2 riporta il baile in primo piano con Alfonso Losa prima della prima di Sandra Carrasco e David de Arahal; e il sabato 3 la Biennale saluta con Carmen Linares, Marina Heredia, María Terremoto, Rafaela Carrasco e Rocío Luna.

Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026. Date, orari e formati verificati con il programma ufficiale della XXIV Biennale. La disponibilità dei biglietti può cambiare avvicinandosi agli spettacoli: controlla sempre il canale ufficiale prima di organizzare la serata.

Una fase finale con meno spettacoli, ma molte decisioni importanti

Dopo settimane particolarmente intense, la Biennale entra in sei giorni più facili da leggere. Non ci sono più tre o quattro palcoscenici in concorrenza alla stessa ora: dal 28 settembre al 2 ottobre lo schema dominante è uno spettacolo principale alle 20:00 e un altro alle 22:30, mentre sabato 3 è riservato alla grande chiusura al Maestranza.

Questo non significa che sia possibile vedere tutto. Uno spettacolo delle 20:00 può finire troppo tardi per arrivare con tranquillità a quello delle 22:30. Per questo la guida distingue tra combinazioni possibili sulla carta e serate in cui è meglio scegliere un solo appuntamento e goderselo senza guardare l’orologio.

Il cante acquista più peso negli ultimi giorni

Anche se ci sono due prime molto importanti di baile —Farruquito e Alfonso Losa— e proposte coreografiche come quelle di David Coria o Sara Jiménez, il tratto finale ha una forte componente di memoria del cante.

Por Vallejo rivendica l’eredità di Manuel Vallejo; Mayte Martín torna a repertori antichi con Arqueología de lo puro; Capullo de Jerez e José de los Camarones propongono una Noche Única costruita attorno a due personalità molto diverse; Sandra Carrasco e David de Arahal prendono come punto di partenza la figura di Pepe Marchena; e Carmen Linares chiude la Biennale recuperando lo spirito della sua storica Antología de la Mujer en el Cante.

Per approfondire questo tema puoi consultare anche la nostra guida sul cante alla Biennale 2026.

Programma completo della Biennale dal 28 settembre al 3 ottobre 2026

Data Ora Spazio Artista / spettacolo Formato
Lun. 28 20:00 Teatro de la Maestranza Farruquito — Serás Farruquito: el musical Prima assoluta
Lun. 28 22:30 Teatro Alameda Manuel Cuevas & Miguel de Tena — Por Vallejo Noche Única
Mar. 29 20:00 Teatro Lope de Vega Compagnia David Coria — Babel. Torre viva. Prima nazionale
Mar. 29 22:30 Teatro Central Sara Jiménez en Compañía — La compañía Prima assoluta
Mer. 30 20:00 Teatro Lope de Vega Mayte Martín — Arqueología de lo puro Noche Única
Mer. 30 22:30 Teatro Alameda Capullo de Jerez & José de los Camarones — Los flamencos no van a la barbería Noche Única
Gio. 1 20:00 Teatro de la Maestranza Marina Heredia & ROSS — ¡En libertad! El camino de los gitanos Cante e orchestra
Gio. 1 22:30 Teatro Alameda Los Parrilla con Diego Carrasco e Carrete de Málaga — Herencia Noche Única
Ven. 2 20:00 Teatro Lope de Vega Alfonso Losa — Gesto mínimo Prima assoluta
Ven. 2 22:30 Teatro Central Sandra Carrasco & David de Arahal — Poema de la libertad Prima assoluta
Sab. 3 20:00 Teatro de la Maestranza Carmen Linares con Marina Heredia, María Terremoto, Rafaela Carrasco e Rocío Luna — Perlas a millares Noche Única · chiusura

Importante: il programma ufficiale può aggiornare informazioni pratiche o disponibilità. Se vuoi acquistare biglietti per due spettacoli nella stessa sera, verifica la durata del primo e il tempo reale di spostamento tra i teatri.

Lunedì 28: Farruquito presenta in prima Serás Farruquito: el musical

L’ultima settimana comincia in grande stile. Alle 20:00 al Teatro de la Maestranza, Farruquito presenta la prima assoluta di Serás Farruquito: el musical.

Non si tratta di un piccolo recital. Il cast riunisce Farruquito e Juan el Moreno nel baile, un corpo di ballo di sei interpreti, chitarra, diverse voci, batteria, percussioni e tastiere. Farruquito firma inoltre la direzione artistica e musicale.

Per chi vuole dedicare una delle ultime sere della Biennale a un grande spettacolo di baile flamenco, è una delle scelte più evidenti del tratto finale. Si collega anche a una questione centrale di questa edizione: come le grandi scuole e famiglie del flamenco trasmettono un linguaggio proprio e lo portano in formati scenici di maggiore scala.

Puoi approfondire il contesto con il nostro articolo sul baile alla Biennale di Flamenco 2026.

22:30: Manuel Cuevas e Miguel de Tena cantano Por Vallejo

Il Teatro Alameda cambia completamente registro alle 22:30. Manuel Cuevas e Miguel de Tena presentano Por Vallejo, una Noche Única dedicata a Manuel Vallejo, uno dei grandi riferimenti del cante sivigliano del XX secolo.

La proposta arriva inoltre nell’anno del centenario dell’assegnazione a Vallejo della II Llave de Oro del Cante. Cuevas e De Tena affrontano il suo repertorio partendo da due percorsi molto legati a peñas, festival e concorsi, accompagnati rispettivamente da Niño Seve e Patrocinio hijo alla chitarra.

Il lunedì propone quindi due modi molto diversi di entrare nell’ultima settimana: grande scala e baile con Farruquito oppure memoria e cante classico con Por Vallejo. La combinazione dei due spettacoli è attraente sulla carta, ma non la considereremmo sicura senza conoscere la durata esatta della prima al Maestranza.

Martedì 29: David Coria e una Babel costruita attraverso il baile

Alle 20:00 al Teatro Lope de Vega, la compagnia di David Coria presenta la prima nazionale di Babel. Torre viva.. Coria firma l’idea originale e la direzione artistica, con drammaturgia di Alberto Conejero e un ampio lavoro coreografico costruito insieme al cast.

È una delle proposte con maggiore vocazione scenica di questa fase finale. Il progetto riunisce interpreti di provenienze diverse e lavora con un linguaggio di compagnia, allontanandosi dal formato del recital individuale. Per chi segue l’evoluzione del baile flamenco verso modelli di creazione contemporanea, è un appuntamento importante.

Il Lope de Vega torna a essere il luogo in cui tradizione, drammaturgia e composizione coreografica si incontrano su scala teatrale.

22:30: Sara Jiménez trasforma il Central in una compagnia itinerante

Alle 22:30, Sara Jiménez presenta in prima La compañía al Teatro Central. L’opera parte dall’immagine di una troupe ambulante e utilizza riferimenti al circo, alle carovane, al teatro dell’assurdo e ai personaggi erranti per riflettere sull’identità dell’artista e sull’esposizione pubblica.

Musicalmente, il progetto apre il flamenco a territori che vanno dalla musica antica alle sonorità balcaniche. Coreograficamente attraversa forme come romance, mariana, guajira o rumba secondo una logica di trasformazione e incrocio.

Il martedì è probabilmente la serata più chiaramente orientata alla creazione contemporanea di questi ultimi giorni. Se è questo il tuo interesse, sia Coria sia Jiménez meritano attenzione. Anche in questo caso, tentare entrambi gli spettacoli dipende dalla durata del primo e dallo spostamento dal Lope de Vega al Teatro Central.

Mercoledì 30: Mayte Martín e l’archeologia del repertorio

Mercoledì alle 20:00, Mayte Martín presenta Arqueología de lo puro al Teatro Lope de Vega, accompagnata alla chitarra da José Gálvez.

La concezione stessa dello spettacolo parte dal conservare e riportare sul palco opere del flamenco antico, comprese alcune meno frequentate. Il programma ufficiale non fissa un repertorio chiuso, rafforzando il carattere vivo di una proposta centrata sul cante e sulla memoria musicale.

Per chi vuole concludere la Biennale ascoltando il flamenco nella essenzialità di voce e chitarra, questa è una delle serate più chiare. Non ha bisogno di un grande apparato scenico per risultare singolare: la sua forza sta proprio nella concentrazione e nella conoscenza del repertorio.

22:30: Capullo de Jerez e José de los Camarones, senza compromessi

Il Teatro Alameda accoglie alle 22:30 Capullo de Jerez e José de los Camarones con Los flamencos no van a la barbería. Il titolo suggerisce già una dichiarazione di libertà e una serata costruita attorno a due personalità molto marcate del cante di Jerez.

La struttura riunisce stili tradizionali, repertorio proprio e un dialogo che l’organizzazione presenta come spazio per improvvisazione, tensione e complicità. Capullo arriva con chitarra, percussioni e palmas; José de los Camarones amplia il colore strumentale con chitarra, tastiere, batteria e basso.

Il 30 settembre è probabilmente la giornata più interessante di questa fase finale se la tua priorità assoluta è il cante. Mayte Martín e l’incontro dell’Alameda rappresentano due modi quasi opposti di affrontare la stessa radice.

Giovedì 1: Marina Heredia e la ROSS portano il flamenco nel formato sinfonico

Il 1º ottobre, alle 20:00 al Teatro de la Maestranza, Marina Heredia presenta insieme alla Real Orquesta Sinfónica de Sevilla ¡En libertad! El camino de los gitanos.

Il progetto prende come riferimento i sei secoli trascorsi dall’arrivo documentato del popolo gitano nella penisola iberica e costruisce un’opera che unisce ricerca storica, narrazione e creazione musicale. Per Marina Heredia non è un territorio del tutto estraneo: la sua carriera ha dialogato molte volte con altre musiche e con formati che ampliano il quadro abituale del recital flamenco.

Se cerchi uno spettacolo di grande scala sonora negli ultimi giorni della Biennale, questo spettacolo occupa un posto tutto suo. Non è soltanto un recital con accompagnamento, ma una proposta pensata a partire dal rapporto tra una cantaora e un’orchestra sinfonica.

22:30: Herencia riunisce Los Parrilla, Diego Carrasco e Carrete de Málaga

Alle 22:30 il Teatro Alameda ospita Herencia, con Juan Parrilla, Bernardo Parrilla, Diego Carrasco e Carrete de Málaga.

L’idea centrale è proprio la trasmissione. Juan Parrilla e Bernardo Parrilla partono da un’eredità familiare legata a Jerez e la incrociano con decenni di esperienza accanto a figure del flamenco e della danza. La presenza di Diego Carrasco e Carrete amplia questa idea di eredità verso due modi molto personali di intendere il palcoscenico.

Flauto, violino, cante, chitarre, tastiere, percussioni e baile trasformano questa Noche Única in una celebrazione delle radici senza trattarle come un pezzo da museo. Per chi apprezza gli incontri irripetibili tra artisti, è uno degli spettacoli più rappresentativi del concetto di Biennale.

Venerdì 2: Alfonso Losa presenta in prima Gesto mínimo

Il penultimo giorno inizia alle 20:00 al Teatro Lope de Vega con la prima assoluta di Gesto mínimo, la nuova creazione di Alfonso Losa.

L’opera parte dall’idea di gruppo e di una comunità danzante. Losa condivide la scena con Karen Lugo, Águeda Saavedra e Yoel Vargas, accompagnato dalla chitarra di Francisco Vinuesa e dal cante di Antonio Núñez “El Pulga” e Ismael de la Rosa “El Bola”.

È una proposta particolarmente interessante per chi vuole osservare il rapporto tra una scuola di baile molto consolidata e i codici attuali della danza. Losa ha costruito gran parte della sua identità proprio in questa tensione: conservare una verticalità e un modo di ballare riconoscibili inserendoli in strutture contemporanee.

22:30: Sandra Carrasco e David de Arahal presentano Poema de la libertad

Il Teatro Central accoglie alle 22:30 la prima assoluta di Poema de la libertad, con Sandra Carrasco al cante e David de Arahal alla chitarra.

La creazione prende come punto di partenza la figura di Pepe Marchena, un artista decisivo per comprendere un modo aperto e personale di far evolvere il cante. Il cast comprende inoltre José Maldonado nel baile, Juan Parrilla al flauto, Bernardo Parrilla al violino, percussioni e un ampio gruppo di palmas e cori.

Il risultato promette uno sguardo su Marchena non attraverso la riproduzione letterale, ma partendo dalla libertà che la sua figura rappresenta. Per l’ultimo venerdì della Biennale, è un modo molto coerente di chiudere il cerchio tra memoria, reinterpretazione e nuova creazione.

Sabato 3: Carmen Linares chiude la XXIV Biennale

La Biennale termina il sabato 3 ottobre alle 20:00 al Teatro de la Maestranza con Carmen Linares e Perlas a millares, una Noche Única che celebra il 30º anniversario di Antología de la Mujer en el Cante.

A Carmen Linares si uniscono come artiste invitate Marina Heredia, María Terremoto, Rocío Luna e Rafaela Carrasco. Il progetto recupera un’opera fondamentale per la valorizzazione della memoria di numerose cantaoras e creatrici flamenche.

Il programma annunciato attraversa fandangos, rondeña, alegrías e cantinas, tientos, bamberas, fandangos de Huelva, granaína, malagueña, taranta, bulería por soleá, tangos, seguiriyas, bulerías e tonás, collegando gli stili a nomi come La Niña de los Peines, La Serneta, La Trini, La Repompa o Tía Marina Habichuela.

Una chiusura pensata come memoria e trasmissione

La scelta di Carmen Linares per chiudere l’edizione assume un significato chiaro nel quadro di quest’ultima settimana. Molti degli spettacoli dal 28 settembre al 3 ottobre guardano ad artisti, repertori e genealogie che hanno costruito il flamenco: Manuel Vallejo, Pepe Marchena, Los Parrilla o le donne raccolte nell’antologia di Carmen Linares.

Ma la chiusura non si limita alla commemorazione. Le artiste invitate collegano generazioni diverse e portano quella memoria nel presente. Per questo Perlas a millares funziona non solo come omaggio, ma come forma di trasmissione tra artisti che riassume molto bene uno dei grandi temi della Biennale.

Abbiamo già dedicato una guida specifica a questo spettacolo: Carmen Linares chiuderà la Biennale 2026: Perlas a millares.

Cosa scegliere in base ai tuoi gusti

In sei giorni ci sono meno sovrapposizioni rispetto alle settimane precedenti, ma è comunque meglio scegliere un percorso di interesse piuttosto che tentare di vedere tutto.

Grandi nomi

28 set.: Farruquito

30 set.: Mayte Martín

1 ott.: Marina Heredia

3 ott.: Carmen Linares

Un percorso molto diretto per chi vuole chiudere la Biennale con nomi di riferimento e i principali palcoscenici.

Cante e memoria

28 set.: Por Vallejo

30 set.: Mayte Martín o Capullo + José de los Camarones

2 ott.: Poema de la libertad

3 ott.: Carmen Linares

La selezione più coerente per seguire repertori, genealogie e modi diversi di leggere la tradizione.

Baile e creazione

28 set.: Farruquito

29 set.: David Coria o Sara Jiménez

2 ott.: Alfonso Losa

Un percorso che va dal grande formato flamenco alla creazione di compagnia e a una lettura contemporanea del baile.

Serate irripetibili

28 set.: Por Vallejo

30 set.: Los flamencos no van a la barbería

1 ott.: Herencia

3 ott.: Perlas a millares

Ideale per chi dà priorità a incontri e formati difficili da ripetere con la stessa combinazione di artisti.

Si possono vedere due spettacoli nella stessa sera?

Sul calendario, dal 28 settembre al 2 ottobre ci sono cinque sere con uno spettacolo alle 20:00 e un altro alle 22:30. Questo può invogliare a prenotarli entrambi, ma è meglio essere prudenti.

Uno spettacolo di grande formato può avvicinarsi o superare le due ore. A questo bisogna aggiungere applausi, uscita dal teatro, spostamento e accesso alla sala successiva. Pertanto, non consigliamo di acquistare un secondo spettacolo solo perché c’è una differenza di due ore e mezza.

Il Lope de Vega e l’Alameda si trovano in zone relativamente vicine del centro, ma il Teatro Central è sull’Isla de la Cartuja e richiede più margine. Anche il Maestranza richiede di calcolare bene l’uscita e lo spostamento verso l’Alameda.

Le doppie serate più allettanti

  • Farruquito 20:00 + Por Vallejo 22:30: allettante, ma dipende dalla durata della prima al Maestranza.
  • David Coria 20:00 + Sara Jiménez 22:30: possibile solo con un margine sufficiente per raggiungere il Teatro Central.
  • Mayte Martín 20:00 + Capullo/José 22:30: probabilmente una delle combinazioni più desiderate dagli appassionati di cante, ma non va data per certa.
  • Marina Heredia 20:00 + Herencia 22:30: due grandi formati concettualmente molto diversi; controlla la durata prima di acquistare.
  • Alfonso Losa 20:00 + Sandra Carrasco/David de Arahal 22:30: lo spostamento al Central rende consigliabile lasciare un margine extra.

La regola è semplice: se il secondo spettacolo è imprescindibile per te, verifica prima la durata reale del primo oppure prenota serate diverse.

Se puoi assistere solo a tre spettacoli

Una selezione equilibrata potrebbe essere Farruquito per vedere una grande prima di baile, Mayte Martín per ascoltare una proposta centrata sul cante e sul repertorio, e Carmen Linares per vivere la chiusura ufficiale della Biennale.

Se cerchi creazione contemporanea, sostituiremmo uno di questi appuntamenti con David Coria, Sara Jiménez o Alfonso Losa. Se la tua priorità assoluta è il cante, costruiremmo il percorso attorno a Por Vallejo, Mayte Martín, Poema de la libertad e alla chiusura di Carmen Linares.

Non esiste un unico modo corretto di concludere la Biennale: questi ultimi giorni sono pensati proprio per pubblici molto diversi.

Se è la tua prima Biennale

Per una prima esperienza, cercherei di combinare tre scale: un grande teatro, una Noche Única e uno spettacolo che dialoghi con la storia del flamenco.

Per esempio, Farruquito al Maestranza, Herencia all’Alameda e Carmen Linares l’ultimo giorno offrono tre esperienze diverse senza trasformare l’agenda in una corsa.

E se uno spettacolo è esaurito, non significa che quella sera tu debba rinunciare al flamenco. Siviglia mantiene una programmazione stabile di tablaos e spettacoli fuori dalla Biennale. Puoi consultare la nostra guida al flamenco a Siviglia durante la Biennale fuori dal programma ufficiale.

E dopo il 3 ottobre?

La Biennale termina, ma il flamenco a Siviglia no. I tablaos della città continuano a offrire spettacoli quotidiani durante tutto l’anno e sono inoltre un’opzione particolarmente utile per i visitatori che arrivano subito dopo il festival o che non riescono a trovare biglietti per uno degli ultimi spettacoli.

Se resterai a Siviglia dopo sabato 3 ottobre, abbiamo preparato una guida specifica con alternative per continuare a vedere flamenco dopo la Biennale.

Puoi anche consultare direttamente la nostra pagina sul flamenco a Siviglia, confrontare gli spettacoli e organizzare una prenotazione per la data che ti serve.

Domande frequenti sugli ultimi giorni della Biennale 2026

La XXIV Biennale di Flamenco di Siviglia termina il sabato 3 ottobre 2026. Lo spettacolo di chiusura inizia alle 20:00 al Teatro de la Maestranza.

Il programma ufficiale comprende 11 spettacoli tra lunedì 28 settembre e sabato 3 ottobre 2026.

Farruquito presenta Serás Farruquito: el musical il lunedì 28 settembre alle 20:00 al Teatro de la Maestranza. È una prima assoluta.

Mayte Martín presenta Arqueología de lo puro il mercoledì 30 settembre alle 20:00 al Teatro Lope de Vega, accompagnata alla chitarra da José Gálvez.

Giovedì 1º ottobre sono in programma Marina Heredia insieme alla Real Orquesta Sinfónica de Sevilla con ¡En libertad! El camino de los gitanos alle 20:00 al Maestranza, e Herencia dei Los Parrilla con Diego Carrasco e Carrete de Málaga alle 22:30 al Teatro Alameda.

Alfonso Losa presenta in prima Gesto mínimo il venerdì 2 ottobre alle 20:00 al Teatro Lope de Vega.

La chiusura è affidata a Carmen Linares con Marina Heredia, María Terremoto, Rafaela Carrasco e Rocío Luna in Perlas a millares, sabato 3 ottobre alle 20:00 al Teatro de la Maestranza.

In diversi giorni c’è uno spettacolo alle 20:00 e un altro alle 22:30, ma la combinazione non è garantita. Conviene verificare la durata reale, l’uscita dal teatro e lo spostamento prima di acquistare entrambi i biglietti.

La soluzione più sicura è entrare nel programma ufficiale della Biennale, aprire la scheda di ogni spettacolo e utilizzare da lì il relativo canale ufficiale di vendita.

I tablaos di Siviglia continuano a offrire spettacoli durante tutto l’anno. Puoi consultare la nostra guida al flamenco dopo la Biennale oppure confrontare le opzioni di flamenco a Siviglia.

Prenotare online: la chiave per assicurarti il posto

In molte città, i tablao di flamenco si riempiono facilmente, soprattutto nei weekend e in alta stagione. Per questo, se hai già le date, la cosa più importante è prenotare online.

Consiglio diretto: prenota online tramite il nostro sito per assicurarti il posto e arrivare con tutto confermato. Se hai già una destinazione, entra direttamente nella tua città per vedere opzioni disponibili e consigli chiari.

Flamenco Sevilla | Tablaos Flamencos

Siviglia

Flamenco Madrid | Tablaos Flamencos

Madrid

Flamenco Barcelona | Tablaos Flamencos

Barcellona

Flamenco Granada | Tablaos Flamencos

Granada

Flamenco Córdoba | Tablaos Flamencos

Cordova

Flamenco Málaga | Tablaos Flamencos

Malaga

Flamenco Valencia | Tablaos Flamencos

Valencia

Flamenco Jerez | Tablaos Flamencos

Jerez

Scopri di più su questo argomento con la tua IA preferita:

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!:

Tag: Biennale di flamenco, Biennale di flamenco 2026, Calendario flamenco, Festival di flamenco, flamenco a Siviglia, Siviglia

Articolo pubblicato da:

Articoli correlati

Cosa vedere alla Biennale dal 21 al 27 settembre 2026