Biennale di Flamenco

La Biennale torna all’Hotel Triana: tre notti di flamenco in un antico corral de vecinos

La Biennale di Flamenco di Siviglia 2026 riporta in programma uno degli spazi più legati alla sua memoria recente. Dopo quattro anni di assenza, l’Hotel Triana riaprirà il suo cortile al flamenco per tre appuntamenti consecutivi a tarda sera, il 17, 18 e 19 settembre 2026, sempre alle 23:00.

Non è un teatro convenzionale né un albergo in attività. È un antico edificio costruito per l’Esposizione Iberoamericana del 1929 e successivamente trasformato in un corral de vecinos, una casa collettiva organizzata attorno a un cortile. Le gallerie, la pianta a U e la vicinanza tra artisti e pubblico rendono ogni spettacolo un’esperienza difficile da riprodurre in un altro spazio della Biennale.

La Bienal vuelve al Hotel Triana: tres noches de flamenco en un antiguo corral de vecinos

Risposta rapida: l’Hotel Triana ospiterà tre Notti Uniche della Biennale 2026: Mujeres gitanas, il 17 settembre; Uvitas negras, il 18; e Andalucía en el tiempo, il 19. Le tre serate inizieranno alle 23:00 e saranno dedicate, rispettivamente, alle donne gitane, al flamenco di Los Palacios e alla memoria dei cantes delle otto province andaluse.

Programma dell’Hotel Triana alla Biennale 2026

Data Ora Spettacolo Protagonisti
17 settembre 23:00 Mujeres gitanas Remedios Amaya, Montse Cortés, La Fabi e Josemi Carmona
18 settembre 23:00 Uvitas negras 75º anniversario della Peña El Pozo de las Penas di Los Palacios
19 settembre 23:00 Andalucía en el tiempo Artisti delle otto province andaluse sotto la direzione di Manuel Curao

 

Le tre proposte sono classificate come Notti Uniche: incontri creati appositamente per questa edizione e difficili da rivedere con lo stesso cast e nello stesso contesto. Puoi scoprire il loro rapporto con il resto del ciclo nella nostra guida alle Notti Uniche della Biennale 2026.

Perché il ritorno dell’Hotel Triana è una delle grandi notizie della Biennale

L’Hotel Triana non torna nel programma soltanto come spazio pittoresco. Storicamente la Biennale ha utilizzato questo cortile per recuperare un modo di vivere il flamenco legato ai quartieri, alle famiglie, alle peñas e agli incontri che si protraggono fino a tarda notte. L’ultima edizione ad aver incluso questo luogo è stata quella del 2022; il ritorno nel 2026 avviene quindi quattro anni dopo.

Il direttore della Biennale, Luis Ybarra, ha concepito queste serate come una festa dell’autenticità, un punto d’incontro per il flamenco a tarda notte e un esercizio di memoria. L’idea attraversa l’intero programma: prima tre donne gitane con percorsi molto diversi; poi tre generazioni del flamenco di Los Palacios; infine interpreti che conservano stili e repertori associati a diversi territori dell’Andalusia.

Il ritorno dell’Hotel Triana dialoga inoltre con un altro importante recupero del 2026: la riapertura del Teatro Lope de Vega. I due spazi svolgono però funzioni opposte e complementari. Il Lope offre la solennità di un teatro storico; l’Hotel Triana restituisce al festival l’atmosfera intima di un cortile abitato, con il pubblico tutt’intorno e l’architettura popolare come parte della scena.

In un’edizione ricca di grandi produzioni, prime e spettacoli di ricerca, queste tre notti puntano sulla trasmissione orale, sul cante, sul territorio e sulla memoria. È qui che risiede la loro unicità.

Un antico hotel del 1929 trasformato in corral de vecinos

L’edificio si trova in calle Clara de Jesús Montero 28, tra questa strada e calle Manuel Arellano. Fu costruito tra il 1927 e il 1929 per ospitare i visitatori dell’Esposizione Iberoamericana, ma alla fine non funzionò mai come l’albergo per cui era stato progettato. Con il tempo divenne una casa collettiva ed entrò a far parte della tradizione dei corrales de vecinos di Triana.

Dispone di tre piani, gallerie interne e una struttura a U attorno al cortile. Negli anni Ottanta fu restaurato con l’intento di mantenervi le famiglie tradizionali del quartiere. L’immobile appartiene al Comune di Siviglia e conserva la sua funzione residenziale, un aspetto importante da ricordare: l’Hotel Triana non è un alloggio turistico né uno spazio culturale aperto in modo permanente.

Proprio per questo, gli spettacoli nel suo cortile hanno un carattere eccezionale. L’architettura non è una scenografia costruita per evocare la vita di vicinato: è quella autentica del corral, con balconi, ballatoi e proporzioni domestiche. Il pubblico non si limita ad ascoltare il cante: per alcune ore entra in uno spazio che conserva parte della storia sociale di Triana.

Se vuoi scoprire altri luoghi singolari di questa edizione, abbiamo raccolto una selezione degli spazi più spettacolari della Biennale di Flamenco di Siviglia 2026.

17 settembre: Mujeres gitanas

La prima serata riunirà Remedios Amaya, Montse Cortés e La Fabi, accompagnate alla chitarra da Josemi Carmona. L’incontro nasce da un’idea associata al musical flamenco La verdad duele e cerca di recuperare un’espressione diretta, organica e priva di elementi superflui, con la donna gitana al centro del racconto.

Le tre cantaoras rappresentano esperienze molto diverse. Remedios Amaya mantiene un forte legame con Triana e occupa un posto speciale tra le grandi voci flamencas degli ultimi decenni. Il suo cante può passare dalla profondità a un’energia ritmica riconoscibile fin dalle prime battute.

Montse Cortés porta una profondità interpretativa maturata accanto a figure come Paco de Lucía, Sara Baras e Farruquito. La Fabi, dal canto suo, vanta una lunga esperienza nel cante per il baile e una padronanza del compás che l’ha resa una delle voci più richieste dai grandi ballerini e dalle compagnie.

Josemi Carmona creerà il ponte musicale tra tradizione e contemporaneità. La scheda ufficiale include anche José Serrano, Israel Gutiérrez «Piraña», Álvaro Llanos e Los Cherokee. Più che una successione di recital individuali, la serata è concepita come un incontro tra voci, memoria familiare e diversi modi di intendere il cante.

L’idea si adatta particolarmente bene all’Hotel Triana. Parlare di trasmissione orale e di flamenco appreso nella convivenza assume un altro significato nel cortile di un’antica casa collettiva.

18 settembre: Uvitas negras e il flamenco di Los Palacios

La seconda serata celebrerà il 75º anniversario della Peña Flamenca El Pozo de las Penas, un’istituzione fondamentale nella vita culturale di Los Palacios y Villafranca. Sarà la prima volta che questa località parteciperà alla Biennale come territorio ospite.

Il titolo Uvitas negras rimanda al celebre richiamo che Manolo Caracol dedicò all’uva di Los Palacios. A partire da questo riferimento, lo spettacolo evoca gli incontri flamencos della peña e riunisce diverse generazioni di artisti legati al comune.

Il cast comprende Itoly de Los Palacios, Juan «El Distinguido», Nene Escalera, Manuel Orta, Miguel Ortega, José Ángel Carmona, Anabel de Vico e Juanelo. La serata vivrà inoltre uno dei momenti più attesi con il ritorno di Juan Manuel «El Mistela» sui palcoscenici sivigliani come ballerino.

Alla chitarra ci saranno Niño Fraile e, come ospiti, Salvador Gutiérrez e Juan Requena. La direzione artistica è affidata a Manuel Curao. L’obiettivo non è presentare un’immagine immobile del passato, ma mostrare la continuità tra artisti storici, interpreti nel pieno della maturità e nomi delle generazioni più giovani.

Los Palacios possiede una propria identità flamenca e una rete di peñas di enorme importanza. Uvitas negras permetterà di ascoltare come questa identità sia stata trasmessa, trasformata e mantenuta viva per sette decenni e mezzo.

19 settembre: Andalucía en el tiempo

L’ultima serata allargherà lo sguardo da un singolo comune all’intera Andalusia. Andalucía en el tiempo riunirà cantaores e cantaoras associati alle diverse province, molti dei quali oggi lontani dai circuiti abituali o ritirati dalle scene.

Il cast annunciato comprende El Pecas, di Huelva; Diego «El Boquerón», di Siviglia; Carmen de la Jara, di Cadice; Curro Lucena, di Cordova; Joselete de Linares, di Jaén; Jaime «El Parrón», di Granada; Paqui Corpas, di Malaga; e José Sorroche, di Almería. Si aggiungerà anche Romerito de Jerez, una presenza particolarmente preziosa per età, memoria e carriera.

Le chitarre di Antonio Carrión ed Eduardo Rebollar accompagneranno un percorso tra soleás, seguiriyas, tangos, fandangos, malagueñas, abandolaos, cantes mineros, cantiñas e bulerías. Manuel Curao torna ad assumere la direzione artistica.

Non si tratta di costruire un catalogo rigido in cui ogni provincia venga ridotta a un solo palo. L’intento è mostrare la diversità di accenti, scuole, varianti locali e modi di esprimersi che compongono la geografia flamenca andalusa. Riunire questi artisti nello stesso cortile rende la serata un’occasione rara per ascoltare repertori e voci che difficilmente coincidono nei festival attuali.

Come sarà l’esperienza degli spettacoli a tarda notte

I tre spettacoli inizieranno alle 23:00. L’orario non è casuale: l’Hotel Triana chiuderà le giornate del 17, 18 e 19 con un’atmosfera diversa da quella degli spettacoli di prima serata. Il concetto di spettacolo notturno invita a prolungare la conversazione flamenca della giornata e a concluderla in uno spazio dove la vicinanza conta più della grande produzione scenica.

Il cortile e le gallerie favoriscono un rapporto diretto con il suono. Per la sua scala umana, l’esperienza può ricordare una riunione o un’antica convivencia flamenca, pur restando uno spettacolo programmato e organizzato nell’ambito della Biennale.

È inoltre possibile combinare alcune serate con altri spettacoli. Il 17 settembre Arcángel si esibirà alle 20:00 al Lope de Vega prima di Mujeres gitanas. Il 18 Antonio Reyes presenterà Seis cuerdas, seis alle 20:00, sempre al Lope, prima di Uvitas negras. Il 19 Cañizares e la Real Orquesta Sinfónica de Sevilla inizieranno alle 20:00 al Teatro de la Maestranza, tre ore prima di Andalucía en el tiempo.

Queste combinazioni richiedono di prevedere gli spostamenti e i tempi di uscita da ogni sede. È meglio non programmare attività troppo ravvicinate né dare per scontato che tutti gli spettacoli finiscano a un’ora esatta.

Informazioni pratiche: ubicazione, biglietti e consigli

  • Luogo: Hotel Triana, calle Clara de Jesús Montero 28, Siviglia.
  • Date: 17, 18 e 19 settembre 2026.
  • Ora: 23:00 in tutte e tre le serate.
  • Tipo di programmazione: Notti Uniche della XXIV Biennale di Flamenco.
  • Biglietti: vendita e disponibilità attraverso i canali ufficiali della Biennale.

Trattandosi di tre cast irripetibili e di uno spazio molto particolare, è consigliabile verificare la disponibilità in anticipo. La nostra guida a biglietti, prezzi e sconti della Biennale 2026 spiega i canali di acquisto, le riduzioni annunciate e i consigli per evitare la rivendita o i link non ufficiali.

È opportuno arrivare con anticipo, verificare le condizioni di accesso riportate sul biglietto e consultare l’organizzazione se servono informazioni specifiche sulla mobilità o sull’accessibilità. Poiché si tratta di un edificio residenziale aperto eccezionalmente per un evento culturale, bisogna rispettare in ogni momento le indicazioni del personale e la vita quotidiana degli abitanti.

Il programma e la disponibilità possono cambiare. Prima di recarti sul posto, consulta sempre la pagina ufficiale dell’Hotel Triana sul sito della Biennale.

Domande frequenti sull’Hotel Triana alla Biennale 2026

L’Hotel Triana ospiterà spettacoli il 17, 18 e 19 settembre 2026. Tutti e tre inizieranno alle 23:00.

Il 17 settembre sarà presentato Mujeres gitanas; il 18, Uvitas negras; e il 19, Andalucía en el tiempo. Le tre proposte sono Notti Uniche create per la Biennale.

No. Anche se fu costruito con l’intenzione di funzionare come albergo durante l’Esposizione Iberoamericana del 1929, venne infine trasformato in corral de vecinos. Oggi è un edificio residenziale di proprietà comunale e apre il cortile solo per determinate attività culturali.

Si trova in calle Clara de Jesús Montero 28, nel quartiere di Triana, tra questa strada e calle Manuel Arellano.

I biglietti devono essere acquistati tramite i canali ufficiali indicati sul sito della Biennale di Flamenco. È opportuno controllare lì sia la disponibilità sia eventuali cambiamenti dell’ultimo minuto.

Il programma li presenta come Notti Uniche, non come prime assolute. Sono incontri concepiti appositamente per questa edizione, con cast e contenuti che non fanno parte di una tournée convenzionale.

Sì. Il 17, 18 e 19 sono previsti spettacoli precedenti in altri spazi della Biennale. Poiché l’Hotel Triana inizia alle 23:00, alcune combinazioni sono possibili, ma bisogna calcolare i tempi di uscita e gli spostamenti senza lasciare un margine troppo ridotto.

Tre notti per ascoltare la memoria viva del flamenco

Il ritorno dell’Hotel Triana riassume una parte essenziale della Biennale 2026. Non tutto avviene nei grandi teatri e non tutto deve essere presentato come una produzione di grande formato. Il flamenco vive anche nelle famiglie, nelle peñas, nei repertori locali, negli artisti scomparsi dai circuiti abituali e negli spazi in cui la convivenza faceva parte dell’apprendimento.

Mujeres gitanas, Uvitas negras e Andalucía en el tiempo propongono tre dimensioni di questa memoria: la trasmissione familiare, l’identità di un paese e la diversità di un’intera comunità autonoma. L’antico corral de vecinos offre lo scenario adatto per attraversarle.

Chi riuscirà a entrare in una di queste serate non assisterà soltanto a un concerto. Entrerà in uno dei luoghi in cui la Biennale ha costruito parte della propria identità e dove la distanza tra patrimonio, quartiere e flamenco quasi scompare.

Se i biglietti sono esauriti o le date non coincidono con il tuo soggiorno, Siviglia mantiene ogni sera un’ampia offerta di spettacoli. La nostra guida alla Biennale 2026 con biglietti esauriti riunisce alternative per continuare a vivere il flamenco durante il festival.

Prenotare online: la chiave per assicurarti il posto

In molte città, i tablao di flamenco si riempiono facilmente, soprattutto nei weekend e in alta stagione. Per questo, se hai già le date, la cosa più importante è prenotare online.

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